Osservatorio critico sulle pratiche filosofiche
 

Nel 2006 si è costituito, presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università di Trieste, su iniziativa di Pier Aldo Rovatti, l'Osservatorio critico sulla consulenza filosofica, due anni più tardi rinominato, più opportunamente, Osservatorio critico sulle pratiche filosofiche. Ne hanno fatto parte, sin dagli esordi, alcuni esponenti del Laboratorio di filosofia contemporanea: Tiziano Possamai, Massimiliano Nicoli, Anna Calligaris, Alessandro Di Grazia, e alcuni partecipanti della prima edizione del master in Consulenza filosofica dell'Università di Venezia: Pierpaolo Casarin, Annalisa Decarli, Alessandra Giannelli, Gabriele Grosso, Francesca Scarazzato. Recentemente l'Osservatorio si è arricchito della presenza di Vincenza Minniti, consulente filosofica proveniente dall'associazione Phronesis, e di Silvia Bevilacqua, formatrice in p4c ed esperta di pratiche filosofiche. Persone di diversa provenienza, con esperienze differenti, accomunate dalla passione per la filosofia e dal desiderio di riflettere insieme, con uno sguardo critico, sulla realtà variegata e talora contraddittoria delle pratiche filosofiche. Un insieme molteplice e differente di attività che portano la filosofia in luoghi a essa tradizionalmente estranei - aziende, carceri, comunità di recupero, piazze - o approntano luoghi ad hoc - come gli studi privati per la consulenza individuale o gli sportelli comunali, caffè e aperitivi filosofici - o infine, ed è il caso della filosofia con i bambini e le bambine, della philosophy for children, modificano il luogo dove la filosofia è più di casa, l'aula scolastica, per trasformare la classe in una comunità di ricerca.

Portare altrove la filosofia implica una sua alterazione? E se sì, in che modo e quali sono gli effetti di questa alterazione? Quali le relazioni inaugurate fra pratiche filosofiche e filosofia? E soprattutto in che modo esse fanno i conti con il regime di verità che molto spesso il discorso filosofico pretende di detenere?

Scopo dell'Osservatorio è appunto comprendere che cosa può comportare l'uscire fuori della filosofia dalla sua abituale residenza, dal suo contesto istituzionale, ristretto a una selezionata cerchia di specialisti, per contaminarsi in ambienti diversi, riflettere sul profilo che la stessa filosofia può assumere in queste nuove pratiche, osservare come si modifica il ruolo del filosofo/a in scenari abitualmente a esso estranei, indagare se vi sia consapevolezza critica, da parte dei consulenti e praticanti filosofi, rispetto al loro agire e rispetto ai luoghi nei quali vanno a operare, mettere in luce le finalità del loro operato e verificare quanto queste siano condivise. Una prospettiva che, riprendendo la visione di Foucault, non nega le dinamiche di potere, ma che cerca di denunciarne le derive, ne auspica la disattesa, soprattutto quando questo stesso potere tende a cristallizzarsi e ad assumere le forme del dominio e della prevaricazione. Una tensione, innanzitutto, da declinarsi come sguardo autocritico e autoironico sulle pratiche filosofiche e, perché no, persino sul nostro stesso ruolo di osservatori/trici di tale fenomeno.

Altro ambito al centro della questione e dell'indagine dell'Osservatorio è dato dal possibile, ma tutt'altro che certo, valore terapeutico della filosofia che in alcune di queste pratiche, in particolare nella consulenza, viene talora sostenuto. Ma come può la filosofia affiancarsi alle innumerevoli terapie del disagio senza venir meno a quello che è il suo compito fondamentale, l'esercizio critico del pensiero? Quale altro significato può assumere la parola "cura" in una relazione di consulenza filosofica? Quanto e in che modo questa "cura" filosofica può mettere in questione il soggetto del dispositivo biopolitico? Possono le pratiche filosofiche rappresentare uno spazio nel quale lavorare a favore di processi di libera soggettivazione? Che tipo di soggettività possono favorire le pratiche filosofiche? Ecco alcuni dei quesiti che l'Osservatorio intende mettere al centro della questione.

Proprio per mettere a fuoco una riflessione su pratiche tanto diverse, ma accomunate dall'aggettivo "filosofico", nel 2008 l'Osservatorio ha deciso di proporre alle varie realtà attive in Italia di riunirsi in due giornate di confronto e di messa in comune delle esperienze sul campo. Ne è risultato un convegno, a cui hanno partecipato più di cento tra operatori, esperti e interessati - svoltosi il 13 e 14 dicembre 2008 alla Stazione Marittima di Trieste - dal titolo "Pratiche filosofiche. Un osservatorio critico", organizzato dall'Osservatorio in collaborazione con il Laboratorio di filosofia contemporanea di Trieste, i cui atti sono stati pubblicati nel volume Consulente e filosofo, a cura di P.A. Rovatti, Mimesis, Milano-Udine 2009.

Negli ultimi due anni l'Osservatorio ha deciso di concentrare il proprio lavoro nella messa a punto di alcuni riferimenti teorici, individuandoli in una serie di autori che potessero costituire un orientamento e uno stimolo critico. "Quale filosofia per le pratiche?" è infatti il titolo di una serie di incontri seminariali organizzati dall'Osservatorio presso il Club Zyp di Trieste. Sono stati proposti temi e autori poco presenti nelle bibliografie ufficiali della consulenza filosofica e un'attenzione particolare è stata rivolta al pensiero sviluppato dalla pratica psicoanalitica, a partire da Freud fino alle battaglie politico-sociali di Basaglia, che proprio a Trieste ha dato vita al movimento di riforma psichiatrica. Tra ottobre 2010 e aprile 2011 si sono svolti incontri su: "Il gioco. A partire da Gregory Bateson", a cura di Tiziano Possamai, con i contributi di Davide Zoletto e Pier Aldo Rovatti, "Il potere. A partire da Michel Foucault", a cura di Massimiliano Nicoli con la collaborazione di Pierpaolo Casarin, "La linea di fuga. A partire da Gilles Deleuze", a cura di Damiano Cantone e Massimiliano Roveretto, mentre tra ottobre 2011 e marzo 2012 gli incontri si sono focalizzati su: "Critica del soggetto a partire da Freud e Lacan", con Pier Aldo Rovatti e ancora Massimiliano Roveretto, "Critica dell'immagine a partire da Benjamin" con Raoul Kirchmayr e Damiano Cantone e infine "Critica della psichiatria a partire da Basaglia", con Giovanna Gallio e Mario Colucci.

Questi incontri, così come quelli che verranno proposti nella nascente Scuola di filosofia, delineano una proposta di pratica filosofica che scommette sulla possibilità di dare vita a pratiche concrete, che promuove luoghi di pensiero, spazi di socializzazione in cui la forma del riconoscimento non passi solo attraverso la logica della prestazione, per dare vita a una politica della soggettività che ci chiama tutti direttamente in causa, sollecitandoci a divenire "intellettuali di noi stessi", senza delegare ad altri la funzione del pensiero.

Una promessa rischiosa, non facile da mantenere, sempre in oscillazione fra teoria e pratica, fra pensare e agire, un impegno preciso, responsabile capace di scegliere la vita, possibilmente filosofica, e non la borsa, spesso al servizio di logiche accademiche, talvolta agite persino in contesti extra-accademici, produttrice il più delle volte di soggetti involontariamente comici, spesso impegnati nella riproduzione del potere del sapere piuttosto che nella ricerca e nel piacere del filosofare.

Per contattare l'Osservatorio: occf@filolab.it

 
 
 

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